Critiche

​ Dott.ssa Dalila Tossani

Dicembre 2015


Le condizioni per la creatività di igor strozzega nascono non solo da un percorso di studio accademico, ma soprattutto da una forte passione. Lui stesso racconta: " guardando la celebre natività di Jacopo Robusti detto ilTintoretto, percepii una forte attrazione ed energia. Questo sentimento mi ha ispirato dall'animo di seguire quelle tracce...", mentre ne parla I suoi occhi si riempiono di stupore, sembra quasi un bambino che scopre la bellezza per la prima volta, e nel suo cuore lo è ancora. Ciò che mi ha impressionato,infatti, è proprio il suo amore e la sua totale dedizione per l'arte, la sua convinzione di dover lavorare sodo per diventare grande.

La realtà è che osservando le sue opere entriamo in contatto con un realismo minuzioso,
di estrema qualità, in cui l'artista spazia tra diverse tematiche che vanno dalla figura umana,
alla natura morta, fino al paesaggio.Quello che l'artista si pone come obbiettivo, sembra essere il porre la nostra attenzione su immagini che facilmente ritroviamo davanti ai nostri occhi nel quotidiano e a cui spesso non diamo troppo peso.Ecco che igor riprende proprio queste immagini e le esalta facendoci girare lo sguardo verso di esse.
Ad un occhio attento non può sfuggire una particolarità che ritroviamo in tutti i suoi quadri,
quasi una bizzarria per chi vuole rimanere ancorato al realismo che gli si pone innanzi... di cosa sto parlando? Di quel filo rosso che si divincola tra I chicchi d'uva ,che intreccia le rotondità di un melograno e che accarezza le carni di una madre che allatta il suo figlioletto.Le fil rouge non è altro che un filo conduttore nel suo percorso, la sua firma inconfondibile. Igor Strozzega ha la capacità di stupirci, incantarci e farci innamorare della sua arte.

​ Quel mondo parallelo dietro le nature morte

il Trentino, 19 settembre 2010 sez.


Zeusi, o Zeusippo, il valente pittore greco del V secolo a.C. che ingannò i passerotti dipingendo un'uva più vera di quella reale, ha avuto nella storia e nella cronaca dell'arte molti concorrenti e imitatori. Tra questi è da annoverare Igor Strozzega, torinese di nascita, noneso di adozione. Figlio artistico di quel crogiuolo di segni e simboli che è Omar Galliani, insegnante all'Accademia di Belle Arti di Venezia dove si è laureato, il nostro è un sapiente e certosino costruttore di architetture mitologiche con pennello e tavolozza, materiali d'altri tempi sembrerebbe sbirciando quanto accade nell'arte contemporanea.
Il pennello e la tavolozza sono invece per lui compagni di vita quotidiana e la loro frequentazione lo ha portato a creare delle vere e proprie opere pittoriche che si rifanno alla ricca tradizione del realismo, o del trompe l'oeil o ancora, ma in maniera soltanto di sfuggita, all'iperrealismo.
Tra gli amanti dell'arte le sue opere sono ricercate per le loro caratteristiche tecniche e per i soggetti particolari ma lui è sempre stato avaro di partecipazioni pubbliche, preferendo il silenzioso lavoro nello studio. Ma ora, a distanza di anni, ha deciso di rendere pubblico uno dei suoi ultimi cicli pittorici, legato alla 'natura morta". Lo fa con una mostra che è stata inaugurato proprio ieri sera presso le sale della Galleria Fedrizzi di Cles - nella serata è intervenuta anche la 'Corale Clesiana" - permettendo al vasto pubblico di entrare ulteriormente nel mondo magmatico di questo 'Inganno degli occhi". Permettendoci delle riflessioni sulla verosimiglianza fra reale e rappresentato, tra presenza e assenza, conducendoci nel labirinto dell'imitazione, del doppio e nelle complesse radici psicologiche e culturali oltre che pittoriche.
Sebbene abbia dipinto mele, pere, pane, cesti, foglie, la pittura di Igor Strozzega non rientra in un discorso meramente legato alla natura morta. Anche perché, da quando nell'Ottocento gli scienziati hanno scoperto batteri e bacilli, la natura non è più morta ma frequentata da miliardi di esseri che la mutano e la trasformano fino a farla scomparire. E le opere dell'artista sono vive, pulsano, non sono soltanto percezioni ottiche. Sono architetture, geometrie oserei dire quasi piranesiane, tese a svelare un mondo parallelo, qui il senso dello spazio e del tempo è altro. Una pittura di cavalletto tesa a creare una profondità ambientale ricca di un sistema di citazioni oltre che essere un'educazione degli occhi al vedere, al percepire, al sentire. La mostra resta aperta alla Galleria Fedrizzi di Cles fino al 16 ottobre. Fiorenzo Degasperi.
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​Il paese? Un atelier per trentatrè artisti

il Trentino, 11 giugno 2004


Grande successo anche quest'anno della settimana degli artisti organizzata dal Comune di Tassullo. Per l'occasione si sono mobilitati parecchi volontari tuttofare, proponendosi anche come 'attori" nella serata dedicata alle fiabe in piazza, realizzate negli anfratti più suggestivi di Sanzenone.
Come da tradizione l'apertura della settimana è stata dedicata alla pittura e da quest'anno anche alla scultura. Si sono presentati all'appuntamento trentatrè artisti che con le loro tavolozze hanno animato le strade e le piazze del Comune dipingendo e scolpendo in estemporanea gli scorci ritenuti più significativi. Uno dei messaggi trainanti delle iniziative proposte era proprio quello di mettere in risalto tutti quei piccoli particolari che scorrono davanti agli occhi nella quotidianità senza essere notati.
Molto riuscita la giornata conclusiva che si è tenuta nel piazzale del magazzino frutta Sarc di Tassullo.
La serata è iniziata con il mercatino a cura delle associazioni che operano in progetti di solidarietà, cui è seguita la cena a base di prodotti tipici e quindi la vendita per beneficenza delle opere realizzate dagli artisti che per una settimana sono state esposte nella galleria di Palazzo Pilati.
Sono opere che si caratterizzano sempre più ed acquistano un pregevole valore artistico, realizzate da artisti provenienti da varie località trentine ma anche da fuori provincia e dall'estero.
E questi sono gli artisti che hanno partecipato (in ordine alfabetico): Albano Rosanna - San Michele; Andriolo Claudia Franceschi - Castelnuovo; Barsottini Oliviero Cunevo; Biasior Claudio Cles; Brambilla Heloiza Cles; Camurri Emilio Tassullo; Cattani Livia Cunevo; Cavosi Celso Smarano; Corradini Manuela Rallo; Cottino Samuele Cunevo; Debiasi Alessandro Cles; Depedri Igigno Mattarello; Furlini Liberio Lavis; Gaio Mario Cles; Hordiy Natalia Ternopol Ucraina; Jetti Liliana Bonomo Malè; Larcher Mauro Cles; Maffei Tiziano Malè; Manfrini Marco Rovereto; Nicolodi Silvio Mechel; Poletti Riccardo Storo; Ramos Patricia Cles; Roberti Elio Lavenone; Salvaterra Riccardo Romallo; Sandini Silvio Poiano; Sebic Dobrica Verona; Seppi Rinaldo Tassullo; Springhetti Silvano Cavareno; Strozzega Igor Dimaro; Tabarelli Cova Silvana Denno; Tosi Gianni Flavon; Zanella Ida Tassullo; Ziller Claudio Dambel.
Il ricavato della vendita è stato interamente devoluto in beneficenza a sostegno dei progetti 'Bambini di Cernobyl" e 'Centro di vita Vila Bras" in Brasile.


Una Venere riportata alla luce, di Giuseppe Bignami